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Piano Casa Regione Marche



La proposta di legge delle Marche che il governo regionale ha presentato, persegue: “Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere l’occupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e di promuovere tecniche di edilizia sostenibile”.

E’ un piano che mira ad attivare subito lavori e cantieri a vantaggio dell’occupazione, delle imprese e dei professionisti, inoltre salvaguarda la sostenibilità, legando gli incrementi volumetrici all’aumento delle prestazioni energetiche e di sicurezza degli edifici.
Le procedure sono snelle e semplificate perché la velocità e l’estensione degli interventi edilizi attivabili sono fondamentali per stimolare l’economia e tutelare l’occupazione.

La proposta di legge regionale - dichiara l’Assessore regionale Gianluca Carrabs - si ispira all’edilizia sostenibile, collegando l’espansione, la nuova costruzione o la ristrutturazione, alla certificazione di un miglioramento delle prestazioni di efficienza energetica e di rispetto dell’ambiente.
Questo testo, in definitiva, coniuga l’ecologia con l’economia, infatti l’espansione volumetrica è legata ad una performance energetica che verrà certificata attraverso il Protocollo Itaca sintetico.
Il piano-casa si basa su due linee di intervento principali:
  1. Interventi di ampliamento: sono consentiti nella misura massima (+20%) prevista dall’accordo nazionale e riguardano edifici aventi volumetria non superiore ai 1000 metri cubi, la proposta di legge delle Marche estende tali interventi di ampliamento anche gli edifici non residenziali, per offrire un ulteriore stimolo allo sviluppo delle attività economiche ed alla tutela dell’occupazione.
  2. Interventi di demolizione e ricostruzione: sono previsti con incremento di volumetria fino a +35%,Tali interventi debbono migliorare la sostenibilità energetico-ambientale e la sicurezza anti-sismica degli edifici stessi, nonché prevedere l’utilizzo di fonti rinnovabili, questo legame premia con maggiori incrementi volumetrici i soggetti che riescono a realizzare superiori prestazioni energetiche e antisismiche, misurati secondo parametri prestabiliti. Anche tali interventi sono estesi all’edilizia non residenziale, per incentivare lo sviluppo delle attività produttive a tutela dell’occupazione, senza vincoli quantitativi all’incremento del 35%. E’ inoltre ammessa la ricostruzione con ampliamento anche su aree diverse, con il consenso dei Comuni interessati. Non sono previsti mutamenti di destinazione, per evitare fenomeni speculativi.
Gli ampliamenti, come le demolizioni e ricostruzioni, si possono applicare anche per gli edifici destinati ad opere pubbliche o di pubblica utilità, compresi gli edifici di edilizia residenziale pubblica, nonché per il patrimonio immobiliare della Regione e degli Enti locali, gli interventi debbono rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e non si possono effettuare nei centri storici, nelle aree definite di tutela integrale dai piani regolatori comunali ed in altre zone a tutela paesaggistica o demaniale.
I progetti vanno presentati ai Comuni con una relazione del tecnico-professionista che accerti il miglioramento delle prestazioni energetiche e di sicurezza degli edifici, la proposta di legge varata della Giunta è stata trasmessa al Consiglio Regionale per la sua definitiva approvazione.
Fonte Regione Marche